Orgasmi lesbo forzati

«Mi stavo chiedendo se un solo orgasmo sarebbe abbastanza. La risposta è no, ovviamente.»
Ovviamente.
Sistema il corpo della magic wand sull’interno coscia, in modo che la testina poggi sul clitoride. Dà un paio di giri con lo scotch da bondage e la blocca contro la gamba. Mette la spina nella presa e strofina le mani tra loro.
«Avrai così tanti orgasmi, Jessy Jessy, che ti scorderai anche come ti chiami.»
Inspiro a fondo dal naso. La testina della magic wand copre il clitoride e metà della vulva. Sarà molto potente? Le ragazze dei porno che le usano si agitano tutte, urlano, vengono a ripetizione. Ma quelli sono porno: sono cazzate per definizione.
Arianna si inginocchia tra le mie gambe, gli occhi fissi sulla mia faccia. Schiaccia il pulsante di accensione.
La vibrazione si insinua tra le cosce, sale lungo il clitoride e avvolge tutta la parte inferiore del corpo. È leggera ma costante. Mi prende un senso di languore. Poggio la tempia di lato e socchiudo gli occhi.
Arianna sfiora la magic wand e la vibrazione aumenta d’intensità.
Piacere. Le vibrazioni avvolgono il clitoride, scendono dalle piccole labbra e raggiungono la vagina. La mia figa trema da cima a fondo e io con lei. Mugolo dietro la ball-gag, chiudo gli occhi e ondeggio nelle tenebre.
Le vibrazioni si fanno più forti, il piacere monta. Vengo con un sospiro, ma le vibrazioni continuano. Un altro orgasmo. Sgrano gli occhi, contraggo le dita sui braccioli. L’orgasmo scema, le vibrazioni vanno avanti.
Dio mio, sono solo a due e già non ce la faccio più. Il petto è pesante, la figa formicola.
Il terzo orgasmo mi fa tremare da testa a piedi. Muovo il culo sulla poltrona, alla ricerca di una via di fuga, ma le vibrazioni mi seguono. Non ce la posso fare. Vengo con un mugolio di esasperazione, il corpo teso in avanti.
Arianna è seduta a gambe incrociate, una magic wand grande la metà della mia tra le mani. Se la passa sui capezzoli, gli occhi liquidi poggiati su di me.
«Ti diverti, Jessy?»
Più di quanto non mi piaccia ammettere.
Una botta di piacere sale dalla figa. Crollo all’indietro, la testa poggiata sullo schienale e il corpo piegato ad arco, bloccato per le braccia e le caviglie. Contraggo e decontraggo i muscoli della figa, urlo dietro alla ball-gag. Tanto non mi sentirà nessuno. Tiro gli occhi all’indietro e serro i denti attorno alla palla di gomma.
Gli orgasmi si susseguono uno dietro l’altro, un unico torrente di piacere senza pausa. La figa fa male a furia di contrarsi, sono coperta di sudore.
Arianna sospira sotto di me, la mini magic wand poggiata sulla figa. Viene con un urletto e la spegne. Si allunga verso la mia. Le vibrazioni si fermano.
Mi sciolgo sulla poltrona. Una contrazione sale dalla figa, si spegne. Mi spengo.
«Allora, va meglio?»
Inspiro ed espiro. Chiudo gli occhi, lasciando che il nero mi avvolga. Adesso ci vorrebbe proprio un bel pisolino. Una doccia calda e un pisolino.
Arianna srotola lo scotch dalle caviglie e dai polsi, leva la magic wand.
Alzo le braccia per togliermi la ball-gag e ricadono sui braccioli. Anche muovere un dito è troppo faticoso.
Arianna mi sposta la testa in avanti e scioglie il bavaglio.
«Non abbiamo ancora finito, sai?»
Come non abbiamo ancora finito?


(continua a leggere Le porno avventure di Jessy, di Natalie Grimm)

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