Mio marito succhia tutti gli avanzi

Un sabato mattina, mentre stavo spolverando nel salotto-studio, noto vicino al pc un bigliettino, guardo e scopro un indirizzo di posta elettronica con relativa password di mio marito. Sono sposata da due anni, e fino a quel momento non sapevo che Alessio mi tenesse cose nascoste. Lui era a pescare, e ne approfitto per vedere cosa ci faceva con quell'indirizzo. Era colmo di risposte di uomini molto maturi che si dicevano disponibili a fare il gioco che mio marito proponeva. Dopo molti sforzi trovai il messaggio originale messo in un sito di incontri casuali: Vorrei che un gentiluomo minimo 45 anni, ben dotato e resistente, provasse corteggiare la mia giovane moglie troppo casta e pura. Io sarò solo presente e non partecipe nell'eventualità di un rapporto. Martina ha 24 anni, è alta 1,66, castana chiara con capelli mossi abbastanza lunghi, tg 42, 3 seno, fondoschiena da sogno vergine. Vorrei che uno di voi la convincesse per una volta a farsi fare sesso orale completo e sverginare dietro. Attendo vostre proposte. Le risposte erano tutte dello stesso tipo, ma una diceva che probabilmente i due si erano già più volte scritti, era un signore di un paese vicino a noi e che secondo lui il primo approccio poteva avvenire in un cinema. Mio marito si riservava di dargli risposta e conferma. Spensi il pc e non sapevo se ridere o mettermi a piangere, quindi decisi di ripagarlo, se vuole una moglie troia lo accontenterò. Pensai però, che per me sarebbe stato difficile fare un servizio completo di bocca: il pensiero di bere lo sperma mi ha sempre schifato, e peggio ancora farmi fare il culetto, ogni volta che mio marito ha provato anche solo con un dito l'ho respinto. Paura? Forse sì. Altro problema non indifferente il fatto che io non avessi esperienza con altri uomini: da quando avevo 15 anni sto con lui e non l'ho mai tradito, anzi, sono, come dice lui molto casta e pura e bacchettona. Pensai a lungo a tutto questo e decisi di provare per una volta nella vita a buttarmi via. Quando mio marito tornò a pranzo, feci come se niente sapessi, e tra un discorso e l'altro mi chiese se quella sera avevo voglia di andare a vedere a Firenze, in un cinema d'essai un film che lui aveva visto tantissimi anni prima e che avrebbe rivisto volentieri. Capii che era la storia con il tale. Dissi che mi faceva piacere andare anche perché erano mesi che non andavamo al cinema insieme. Entrammo, alle 22,00 in una sala abbastanza piccola e con pochissime persone e mi disse che avrebbe preferito stare in fondo o quasi:Sai Martina queste sale sono frequentate da uomini che spesso importunano le ragazze belle come te, e poi se stiamo in fondo possiamo comportarci come due fidanzatini, nel caso il film non ti piacesse. Lo assecondai. Prima che la proiezione iniziasse, un signore, abbastanza distinto venne a sedersi dietro di noi, e tremavo al pensiero di girarmi. Il film, appena iniziato era veramente uno schifo, e i miei pensieri volavano altrove. All'improvviso sentii alitare nel collo, e una mano che lentamente mi sfregava la nuca. Non era mio marito! Lui era fisso con lo sguardo allo schermo, e la sua mano destra appoggiata sulla mia coscia. Avevo un vestitino tutto intero aperto sul davanti da grossi bottoni, era abbastanza lungo, ma gli ultimi due ovviamente non erano agganciati altrimenti non avrei potuto camminare. Rimasi immobile, e l'alito si trasformò in umide labbra che mi sfioravano la pelle del collo, la mano aveva spostato i miei capelli. Mi accorsi che mio marito si era accorto della cosa, aveva voltato un attimo la testa e aveva fatto cenno di sì. L'uomo spostò la testa alla destra della mia, e iniziò a sfiorarmi l'orecchio. Dall'altra parte si avvicinò mio marito e mi disse: Se ti importuna quel signore mandalo via, ma se ti va fammi vedere dove arriva, lo sapevo che in questi posti ci sono solo poveri segaioli, anzi, ti va di farlo eccitare un pò? Alessio ma che dici non gli ho dato uno schiaffo.Non mi fece finire di parlare che spinse la sua lingua nella mia bocca e iniziammo a baciarci profondamente, mentre l'altro mi stava leccando e succhiando l'orecchio. 

Mio marito entrò anche un pò sotto il vestito cercando di alzarlo e scoprirmi le gambe. La mano del signore, invece sbucò dalla mia spalla, giocò per un pò con il mio collo e poi si mosse verso lo scollo del vestito. Mio marito si staccò dalla mia bocca e si rimise guardare il film, o a fare finta, mentre la sua mano aveva abbondantemente scoperto le mie gambe. Lo guardai. Mi vide perplessa, e mi chiese se c'erano problemi: Se ti va assecondalo pure, guarda che non sono geloso di un vecchietto, è un'opera buona quella che fai. La mano dello sconosciuto aveva raggiunto il mio reggiseno e entrò nella coppa a palpare una tetta. Si avvicinò di nuovo Alessio mi disse: Adesso gli dico di venire a sedersi accanto a noi. Non feci in tempo a muovermi o dire qualcosa che il tale mollò la presa del seno si alzò, fece il giro e mi sedette accanto. Il signore, con fare molto educato e facendo finta di niente si presentò: Piacere Giulio mio marito subito rispose: Alessio e Martina. E' un pò noioso questo film vero signor Alessio? Ma almeno lei può rifarsi gli occhi e l'umore guardando la sua signora, complimenti proprio bella. Mi scusi Giulio intervenne Alessio ma lei proprio si annoia? In verità me lo ricordavo più scorrevole che ne dice di unirsi a noi: andiamo a prendere un gelato e ci mettiamo un pò al fresco.Vi ringrazio, siete molto gentili, ma permettete che lo offra io. Mi fece alzare e ce ne andammo. Arrivammo al parcheggio, e Alessio disse che in Firenze c'era troppo casino: Andiamo un pò fuori almeno faremo con comodo una bella chiacchierata. Fui fatta sedere nel seggiolino davanti e partimmo. Parlavano del più e del meno, io ero molto imbarazzata e intimorita, e mentre mi accorsi che stavamo andando nelle campagne ben lontani dalla città, Giulio iniziò ad accarezzarmi il collo e Alessio mi scoprì un pò le gambe, poi disse: Scusami Martina, ma non sei molto cortese con Giulio, poverino al film si annoiava, qui si ritrova solo dietro. Accosto un attimo, vai dietro con lui che io faccio l'autista. Accostò scesi e risalii accanto a Giulio. Dopo pochi minuti, appoggiò la sua mano alle mie gambe, e tirò un pò su il vestito e accarezzò le cosce. Alessio si fermò con la macchina in una stradina al margine di un bosco. Accese la luce e si voltò, e vide che una mano di Giulio era sotto il vestito sulle mie cosce, mentre l'altra mi accarezzava i capelli. Non sapevo che fare, anche perché sentii che Giulio mi stava sbottonando dal basso il vestito. Tocchi lenti e sapienti e rimasi di fronte ai due in mutandine e reggiseno. Giulio abbassò la testa e iniziò a baciarmi sulla pancia, fino all'elastico delle mutandine, poi risaliva fino al reggiseno. Me lo sentii sganciare e subito sfilò una tetta dalla coppa e mi si attaccò con la bocca al capezzolo, succhiandolo e leccandolo, mentre con l'altra mano mi aveva allargato le gambe era arrivato alle mutandine e le scostava per toccarmi la fichetta che ormai sicuramente si stava bagnando. Giulio mi sfilò il reggiseno mi palpò entrambe le tette, e poi mi cacciò la sua lingua in bocca. Le sue dita intanto si facevano strada fra le mie grandi labbra, si divertivano a massaggiarle e stuzzicarle e a divaricarle. Si staccò dal bacio, e mi spinse la testa verso il suo petto. Gli sbottonai la camicia e iniziai a baciarlo. Mi spinse in modo da scendere giù e arrivai ai suoi pantaloni. Sganciai la cintura, sbottonai, aprii la cerniera e entrai ai boxer, gli abbassai e mi si presentò un notevole cazzo duro davanti agli occhi, non quanto per lunghezza sarà stato 18 19 centimetri, quanto per circonferenza. Aveva un cappella grossissima, rossa e lucida e, spinta sulla testa, la baciai. Non sapevo se schifarmi o no, ma iniziai prima a leccarla, scendevo lungo tutta la lunghezza, arrivavo ai coglioni veramente grossi duri e pelosissimi e mi piaceva baciarli e giocarci con le mani. Poi risalii, mentre sentivo le sue mani su tutto il mio corpo, e cercai di ingoiare la cappella. Iniziai il classico movimento del pompino che non avevo mai fatto, andavo un pò su e giù, impastando il cazzo con la lingua e la mia saliva. Lo sentivo vibrare e dai movimenti che faceva del bacino sembrava che mi stesse scopando in bocca. Sapevo che se avessi continuato ancora per poco sarebbe esploso e mi avrebbe regalato una dose esagerata di sperma, così pensai se ero pronta anche al fatidico ingoio, ormai ero eccitata e stavo perdendo il controllo della mia ragionevolezza. Mi staccò dal suo cazzo, si mise seduto normale e mi fece andare su di lui, mi appoggiai la sua cappella fradicia della mia saliva alla mia fichetta, e me la feci entrare dentro. Sentii un leggero dolore, ma quando la cima del cazzo di Giulio spinse l'utero iniziai a pompare su e giù su quel bellissimo uccello. Lui con le mani mi torturava il clitoride e le tette e l'unico mio pensiero in quel momento era quello di far godere il più possibile il mio partner per dimostrare a Alessio (o a me stessa) quanto ero porca. Cercavo di serrare le labbra della mia fica sul suo cazzo in modo che il piacere fosse per lui massimo e cercavo di farmelo entrare più dentro possibile per sentire che la sua cappella vigorosa riempiva tutto il mio corpo. Raggiunsi un orgasmo meraviglioso: Giulio fantastico scopatore, e psicologicamente essere lì come una cagna in calore sbattuta nelle profondità sotto gli occhi di mio marito, che si stava ormai toccando il cazzo. 

Quando Giulio sentì di venire, mi fece scendere dalla sua asta, mi mise accanto a sè e mi invitò a prenderglielo in bocca. Lo leccai prima, fradicio dei miei umori, fino a un'ora prima non l'avrei mai fatto giuro! Poi iniziai di nuovo il pompino. Volevo che urlasse della mia bocca e cercavo di fare in modo che sembrasse il più possibile come la mia fichetta, con le mani giocavo con i suoi coglioni fradici anch'essi del mio piacere, e proprio con un dito molle dei miei umori mi spinsi fra le sue cosce e lo forzai e infilai nel suo culo. Fu un solo attimo una serie infinita di fiotti di caldo sperma mi inondarono la bocca e la gola. Credevo di affogare, ma lui continuava a pompare come se mi stesse scopando. Ingoiai tutto quel tesoro che mi ero negata fino ad allora, succhiavo, leccavo e ingoiavo fino a quando il cazzo non ritornò moscio. Mi staccai, togliendo anche il dito dal suo culo, e mi alzai. Vidi mio marito che si segava sempre. Nuda scesi di macchina, salii davanti e lo feci venire nella mia bocca. Ero felice di tutto quello che mi stava succedendo. Ci rivestimmo, e mi chiedevo perchè Giulio non mi avesse cercato di inculare. ormai lo desideravo. Lo scendemmo in una piazzetta abbastanza buia dove vi era un parcheggio, per garbatezza, scesi per salutarlo e ci baciammo in bocca, nel farlo lui appoggiò una sua mano sul mio culetto e affondò abbastanza. In quel momento si accesero i fari di una macchina, e sentii un urlo: C'è nulla per noi? Mi lasciai dall'abbraccio di Giulio e andai verso la macchina. Erano due ragazzetti sulla ventina impauriti di quella che potesse essere la mia reazione. Se avete coraggio venite a casa mia Dissi. Seguite quella macchina con mio marito. Tornai da Alessio, salii sulla macchina e gli dissi di andare a casa. Arrivammo e dietro la macchina dei ragazzi. Entrammo nell'appartamento e dissi: allora che volete? I due erano imbarazzatissimi e ebbero solo il coraggio di dire. No sai è che ti abbiamo vista scendere, sei bona, poi il vecchietto ti ha messo la mano dietro e tu lo baciavi è un modo di dire. si dice Comunque scusate, non lo sapevamo che c'era tuo marito Alessio, pensi che ci sia qualcosa per loro.Ma dai Martina, per stasera ci siamo divertiti abbastanza. va bene ragazzi tranquilli non dategli ascolto, io credo che ci sia qualcosa per voi. Mi avvicinai a uno di loro, gli presi la mano e la poggiai sul mio culetto: Che ne dici? Può andare? Martina, falla finita Alessio, tu adesso ti metti a sedere su quella poltrona e stai zitto Mi avvicinai ancora al ragazzo e gli misi la lingua in bocca. Con le mani facevo gesto all'altro di venire dietro, e fui stretta in una morsa umana, con le loro mani che esploravano tutto il mio corpo. Si può togliere il vestito? Non risposi, ma li invitai a farlo, in pochi istanti restai solo in mutandine. Allungavo entrambe le mani verso i loro pantaloni e sentii i loro cazzi durissimi. Ci avvicinammo sempre più al divano e feci sedere quello con il quale stavo pomiciando. Mi chinai a novanta gradi su di lui per aprigli i pantaloni e misi in mostra all'altro il mio culetto. Mentre iniziavo il pompino a quello seduto l'altro aveva iniziato, dopo avermi calato le mutandine, a leccare il culo e la fica. Mi sentivo in paradiso. Iniziò anche a penetrarmi con le dita e ci provò nel culetto. Fradicio dei miei umori il dito entrò. La voglia dentro di me cresceva sempre di più, mi sollevai, andai in braccio a quello che stavo spompinando, e gli infilai il cazzo nella mia fica. Iniziai a scoparmelo con foga: lui immobile sotto, con un cazzo durissimo ma abbastanza piccolo e io come una forsennata che lo stavo massacrando. Mio marito che guardava allibito la scena. Resistette poco, me lo feci venire dentro e sentii il calore del suo sperma che mi inondava la pancia. L'altro intanto se lo era tirato fuori e lo aveva lunghissimo ma abbastanza fine. Mi chinai sul cazzo ormai spento del suo amico per prenderglielo ancora in bocca, misi di nuovo in mostra il mio culetto, e con una mano sfregavo lo sperma e i miei umori vaginali al culo. L'altro capì: sfregò la sua cappella a lungo nella mia fica e poi la puntò al culo. Un solo colpo ben assestato e persi la mia verginità. Il dolore durò davvero poco e lasciò spazio a un piacere mai sentito prima. Mi pompò abbastanza poco, anche lui come il suo compagno erano abbastanza affamati. E mentre raggiungevo l'orgasmo esplose il suo piacere nel mio intestino. Gli ripulii il cazzo e salutai entrambi. Appena usciti mio marito si mise a urlare che ero una puttana maledetta e cose simili. Lasciai che terminasse e gli dissi: Vuoi che me ne vada? Bene, anche subito, ma tu che cazzo l'hai organizzato a fare l'incontro? E da un cassetto gli gettai addosso una stampa di tutte le risposte che aveva avuto. Ma come? Tu sapevi che.Si, sei un miserabile stronzo, ma mi sono divertita che devo fare per farmi perdonare? Voglio che tu mi lecchi e mi risucchi tutto ciò che ho nella fica e nel culo.Adesso incontriamo estranei abbastanza spesso, sia giovani che maturi. 

Appena termina l'incontro, mio marito succhia tutto ciò che è avanzato.

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