Compagna di scuola sporcacciona

E' estate, fa molto caldo, e nel torpore generale trascorrono gli ultimi giorni di scuola.Entro a mattinata già inoltrata, e appena varco la soglia della mia classe rimango stupito: non c'é nessuno, tranne Alice, che sembra completamente assorta nella lettura di un libro."Dove sono finiti tutti gli altri?" Le chiedo, dopo averla salutata con un veloce cenno del capo."Fuori in giardino" -mi risponde- "A me non va di stare al sole tutta la mattina".Mi siedo distrattamente vicino a lei, sbuffando annoiato.Alice é di statura minuta (1,60 m se non meno), ha capelli ricci castani e due splendidi occhi azzurri. Non ha molto seno, ma é ben proporzionata e ha tutte le curve al posto giusto. All'improvviso mi risveglio dal mio torpore e la guardo meglio: é vestita con una canottierina bianca e una gonnellina cortissima di colore rosso, con uno strano motivo floreale, che le lascia scoperte le magnifiche gambe nude. Nulla di particolare, ma rimango sorpreso perché quella stessa notte l'avevo sognata proprio vestita in quel modo. "Ehi!" -mi sorride maliziosa Alice- "Che ti prende?" Imbarazzato, tolgo lo sguardo inebetito dalle sue gambe e, dopo aver deglutito, mi faccio coraggio e le confesso il mio sogno. "Davvero mi hai sognata stanotte?" -mi chiede incuriosita, sempre sorridendo- "e in che contesto?" A quelle parole mi sovviene in mente il resto del sogno ed ho un improvvisa, intensa erezione. "E' meglio che tu non lo sappia" -le dico- "Da quando ti ho vista in bikini, a quella festa, sei diventata un sogno ricorrente ormai!" Queste ultime parole mi erano uscite dalla bocca senza alcun controllo ne' freno. A quel punto potevo aspettarmi qualsiasi reazione da parte di Alice, e rassegnato trattengo ogni minimo imbarazzo. Ma anziché uno schiaffo, inizio a sentire insinuarsi nei miei pantaloni la piccola mano di Alice che, sorridendomi sempre, quasi lusingata dalla mia improvvisa confessione, ha ormai afferrato il mio membro e comincia lentamente a masturbarmi. "Raccontami la fine del tuo sogno..." sospira guardandomi negli occhi. Io, anziché risponderle, avvicino la mia bocca alla sua e la bacio con trasporto, mentre lei continua a segarmi con la sua manina curata e ingioiellata. Le mie mani, intanto, vanno sotto la sua gonnellina e afferrano con forza il suo culetto sodo, da sempre oggetto delle mie più recondite attenzioni. Alice aumenta il ritmo della sega. "L'ora sta per finire..." mi sussurra. Io la prendo e la bacio ancora, continuando a palparle con gusto il sedere, mentre lei ha ormai cominciato a segarmi furiosamente. A quel punto io non resisto più, mi alzo in piedi e comincio a strusciare il mio cazzo sulle sue cosce nude; il contatto con la sua pelle vellutata mi fa esplodere in un prepotente orgasmo: le vengo sulle cosce con una decina di fiotti di sborra bollente, che le sporcano anche la gonnellina rossa. Le prendo la mano e faccio in modo che si spalmi bene le cosce del mio seme, poi gliela porto gentilmente alla bocca. Alice non oppone resistenza, e si lecca sensualmente la mano, guardandomi coi suoi occhioni da gatta. Mentre Alice si alza per andare a ripulirsi, la afferro ancora una volta per il sedere e le bisbiglio in un orecchio: Grazie per aver realizzato il mio sogno!

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