Come trovare il punto G

Come stimolare il Punto G?

 
Fin dall’antichità, in oriente si sapeva dell’esistenza di una particolare zona del corpo della donna che era in grado di portarla all’orgasmo, al di là della clitoride, e che era chiamata “punto del sole” o “punto del piacere”. L’Europa, come spesso accadeva in queste cose, la scoprì molto dopo, quando verso la metà del 1600 un medico olandese, Reigner de Graaf, descrisse questo punto interno alla vagina in un suo trattato di medicina. Il trattato, purtroppo, andò perduto, non gli studi, che furono ripresi nel 1950 (sì, 300 anni dopo!) da Ernst Gräfenberg: anche lui pubblicò in trattato e il nome “punto G” derivò proprio dal suo cognome.

Nonostante gli studi scientifici e le conferme, molti ginecologi continuano a negare che esista davvero un punto G, più che altro perché non vi sono mai state troppe conferme della presenza di terminazioni nervose all’interno della vagina… fino ad oggi! Il professor Emmanuele Jannini, studioso dell’Università de L’Aquila e docente di Sessuologia Medica, è riuscito a trovare il punto G in un gruppo di donne, dimostrando innanzi tutto che esiste realmente, e addirittura localizzandolo con precisione!

Lo studio dimostra che nella maggior parte delle donne il punto G è collocato nella parete anteriore della vagina, circa 4-5 cm dietro la clitoride… ma dentro, ovviamente. È grande più o meno come una monetina da 1 centesimo di Euro e quando è stimolato nel modo giusto si gonfia e sporge un po’, come un bottoncino. Ovviamente, da donna a donna la posizione può essere un po’ diversa: non siamo tutte fatte uguali! Comunque, la zona rimane sempre quella.

Per trovarlo, ovviamente, dovete essere in due. Lei si sdraia a pancia in su e lui inserisce una o due dita nella vagina, tenendo il palmo della mano verso l’alto. Poi, piega le dita e si sposta leggermente. Ovviamente deve essere lei a guidarlo, perché il punto G è difficile da trovare e solo lei sa dov’è che prova piacere o no. Non è detto che riusciate a trovarlo al primo tentativo: nel momento in cui la ricerca diventa fastidiosa, smettete, divertitevi con un po’ di sano sesso e riprovate un altro giorno!
A tantissime donne servono dei preliminari molto lunghi e anche rapporti che durano tanto, per riuscire a stimolare abbastanza il punto G. Non a tutte piace davvero, tra l’altro, mentre in altre può non solo causare un orgasmo molto intenso, ma anche una specie di “estasi”, un po’ come se fossi “fatta di sesso”. Quindi: i preliminari sicuramente servono, e bisogna anche che siano “fatti bene”. Divertitevi, provare nuove situazioni erotiche, che non coinvolgano solo il corpo, ma anche la testa, e arrivare all’orgasmo per mezzo del punto G sarà molto più facile!

Se la stimolazione è fatta nel modo giusto, l’utero inizia a contrarsi e arriva a produrre un orgasmo particolare, lungo ed intenso. Le pareti della vagina producono un liquido chiaro, simile allo sperma, ed, in effetti, è dimostrato che anche la composizione chimica dei due liquidi è molto simile. Ovviamente, quello prodotto dalla donna serve per facilitare la penetrazione e rendere tutto molto più piacevole, oltre che per agevolare il flusso degli spermatozoi verso l’utero.

Le posizioni migliori per stimolare il punto G sono varie: lei sopra, lei stesa a pancia in giù e lui sopra, lei a quattro zampe e lui dietro. In alternativa, potete provare con lui steso a pancia in su, e lei sopra di lui, ma girata di schiena. Un falso mito è che la posizione “del missionario”, ossia la classica “lui sopra, tu sotto”, stimoli il punto G: questa è in assoluto il modo meno stimolante! L’ideale è provare, provare e provare: dopotutto, sperimentare in questo campo è sempre bello, no?

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